✦ Una storia illustrata ✦
La stellina
che aveva perso
il suo suono
Una storia di coraggio, ascolto e unicità
Bia ✨
Flipbook illustrato · una storia di Bia
Nel cielo viveva una stellina di nome Melì. Era piccola piccola e abitava in un angolino, accanto a una nuvola morbida come un cuscino.
Ogni notte le stelle cantavano per accompagnare i sogni dei bambini. C'erano stelle dai suoni argentati, leggeri come fiocchi di neve, e stelle dalle note squillanti, che rimbalzavano allegre da una nuvola all'altra. Altre ancora cantavano melodie dolcissime, come latte caldo e miele.
Anche Melì aveva il suo suono, piccolo come lei. Accanto alle voci delle altre, però, le pareva troppo piccolo per avere importanza. Le ascoltava e sospirava: «Vorrei tanto avere una voce come la loro.»
Ma una sera Melì scoprì di non riuscire più a cantare. Ci provò una volta, poi un’altra: niente, nemmeno un filo di voce.
Melì aveva perso il suo suono.
Provò a imitare le stelle d'argento, ma le venne fuori uno scricchiolio, come quello di una porta vecchia. Provò con le note squillanti e le scappò un colpetto di tosse. Più si sforzava di cantare come le altre, più la sua luce si faceva debole.
Allora si nascose dietro la sua nuvola, convinta di non essere abbastanza speciale.
«Tanto il cielo canta benissimo anche senza di me», pensò.
Fu lì che la trovò la Luna, quella sera sottile come uno spicchio di mandarino. Le si avvicinò piano, per non spaventarla, e le sussurrò:
«Forse stai cercando la voce delle altre stelle, invece di ascoltare la tua.»
Melì rimase in silenzio. Per un momento non cercò di cantare, né di assomigliare alle altre. Restò immobile e ascoltò davvero.
Sentì il vento che spettinava le nuvole e, lontano lontano, il canto delle stelle. Poi, molto più vicino, sentì qualcos'altro: un suono leggerissimo, simile al tintinnio di una campanella.
Tin.
Veniva da dentro di lei. Era la sua voce! Non era forte né squillante, ma era limpida, dolce e tutta sua. Per tutto quel tempo era rimasta lì, ad aspettare che Melì la ascoltasse.
Melì fece un piccolo respiro. Aveva ancora un po’ di timore, ma decise di provare. Uscì da dietro la nuvola e cantò.
Tin, tin, tin.
Le altre stelle la sentirono. Non smisero di cantare per ascoltarla: le fecero spazio nella loro melodia. Le stelle d'argento lasciarono una piccola pausa fra le note e quelle squillanti addolcirono il loro canto.
In mezzo alla musica si aprì un posticino della misura giusta, e il tin di Melì trovò finalmente il suo posto, come se la canzone del cielo lo stesse aspettando da sempre.
Laggiù, nelle case addormentate, un bambino sorrise nel sonno.
La Luna, che aveva ascoltato tutto, tornò accanto a Melì e le sorrise.
«Non devi brillare come le altre. Il cielo è più bello proprio perché ogni stella ha la sua luce.»
Da quella notte Melì canta ogni sera insieme alle altre stelle, e la canzone del cielo fa così:
Se stanotte fai tanto silenzio e ascolti bene, forse la senti anche tu: in mezzo ai suoni d’argento e alle note squillanti c’è un piccolo tin.
È Melì che canta il suo suono.
Ognuno di noi possiede qualcosa di unico e prezioso. Non dobbiamo essere uguali agli altri per sentirci importanti. Come le stelle del cielo, possiamo brillare in modi diversi.
E quando qualcuno trova il coraggio di far sentire la propria voce, il regalo più bello che possiamo fargli è ascoltarlo e lasciargli spazio.
SuggerimentoUsa le frecce della tastiera o scorri col dito. A ogni pagina sentirai una dolce melodia: puoi spegnerla con “♫ Melodia”. “Ascolta” usa la voce italiana disponibile nel tuo dispositivo. Funziona anche offline.